Architettura in digitale

A cura di Valentina Radi

Architettura in digitale, è una rete implementabile, è l’ambito di confronto fra i possibili rapporti luogo-progetto fra estetica ed etica, framito e tecnica, fra identità e individualità. In cui il luogo è il globale, ovvero il sistema interno, rispetto al quale il progetto è l’esterno[1] manifesto; che si distingue in edifici liberi, innesti in spazi residuali, cooptazioni funzionali, modellazioni geomorfologiche, tutti frammenti che disegnano la pluralità e complessità delle trasformazioni integrate nei nostri territori e i temi dell’architettura. Isole d’azione rapportabili ma distinte.

 

In questa iniziativa venti esperienze mapperanno l’Italia raggiungendo Australia, Malesia, Romania, Spagna e Vietnam, con lavori e ricerche di studi professionali e accademici italiani, che vivono nel nostro paese, o vivono e operano stabilmente all’estero. Gli interventi, attraverso le loro forme, linguaggi, qualità e uso della materia, come costruzioni in locus disegnano rinnovate collettività, dando risposte alla crisi climatica. Nella diversità di opere e di obiettivi ciascuno pensa a nuove vivibilità degli spazi e alla loro rinaturalizzazione, contribuendo all’inclusività sociale e all’equità. Generando inediti equilibri fra ecosistemi inorganici ed ecosistemi organici[2].

 

Sperimentazione, ricerca e transdisciplinarità, si mostrano in nuove costruzioni, rigenerazioni architettoniche e urbane, restauro, modificazioni di edifici esistenti e aree verdi, appropriazioni artistiche, condotte prima e durante il tempo pandemico. In cui indeterminismo morfologico e rilettura di archetipi aprono a nuove opportunità figurali, umane e tecniche. Pratiche virtuose che nella composizione dell’opera, nel coordinare corpi edilizi ridisegnati fra memoria e permanenze, e lo studio di geomorfologie e fisiognomica, creano nuove storie fra comunità e territori.

 

Questo albero di progetti dà origine a cinque sessioni di tavole rotonde, proiettate verso una lettura sistemica ed incrociata dei casi studio, da cui emergeranno peculiari tipologie, intenti progettuali-sociali-ambientali, caratteri e rapporti fra architettura e città, ricadute sul paesaggio e possibili risposte alle qualità adattive dei sistemi costruiti e naturali, fra perpetuità e modificabilità.

 

Nella prima sessione ci immergeremo nel VIVERE I LUOGHI ESTREMI FRA ALPI ED APPENNINI, attraverso PICCOLE ARCHITETTURE in tutelati scenari montani. Interventi che indagano l’archetipo tradizionale di bivacco ed eremo in cui la vivibilità, rispetto e appropriazione del contesto si fondono, generando un duplice senso del viaggio, attraverso e verso il contesto ambientale e architetturale, anche per l’emergenza. Si prosegue percorrendo la costa siciliana di Milazzo con ARCHITETTURE RIVOLTE AL MITO, che narrano di temporaneità stabile e rivolgono il loro sguardo alla risignificazione del permanente rapporto con il mare. Attraversando l’oceano indiano si approda in Malesia, in cui troviamo un’abitazione votata alle qualità estetiche e bioclimatiche, che attraverso l’esperienza di cantiere ci amplierà la visione della FIGURA DI ARCHITETTO/A in un confronto fra Italia ed Asia.

 

Uno sguardo si porrà verso lo SPAZIO PUBBLICO in rapporto alla città, attraverso il recupero del PARCO URBANO di Lecce accessibile per lo sport, la salute del corpo e la convivialità, composto sulla base di una matrice geometrica propria delle vicine campagne e organizzato con strutture di riciclo. Attività ricreative e servizi nella comunità di BELLUNO si organizzano in un parco disegnato nell’area della caserma militare, in cui l’amministrazione sceglie di privilegiare la rigenerazione dello spazio pubblico prima degli edifici per rinatularizzare e sviluppare tecnologicamente il luogo. Una visione sincretica appartiene all’area della Giudecca in VENEZIA, destinata, in un progetto di collaborazione pubblico-privata, a diventare un’area pilota per la completa riqualificazione dell’isola come ECOSESTIERE, obiettivo principale il ripopolamento della città lagunare in un fronte terraqueo. Rapporto fra risorse primarie di acqua, aree permeabili ed edilizia educativa sono indagate in PROGETTI VIETNAMITI, in grado di trasferirci una rilevante riflessione sulla società contemporanea

 

Soggetto delle maggiori pratiche di studi professionali, sono gli interventi sul PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE, spazi di scarto, luogo in attesa o segni di decolonizzazione e disuguaglianza. Percorsi attraverso lo studio dei BENI CONFISCATI alla mafia di Palermo, e il valore semantico dell’architettura convertita a funzioni per la comunità, insieme alle pratiche di cooptazione funzionale e riuso effimero di edifici DIREZIONALI simbolo nella città di Milano. Camminare nei rassicuranti borghi medievali del centro Italia pone l’attenzione sui MARGINI, nella permanete dicotomia fra città e campagna, come a Perugia, dove pensare al nuovo significa immaginare forme imprevedibili fra sagome edilizie del passato, a confronto con la fermezza del RESTAURO TIMIDO e le declinazioni d’intervento su edifici antichi e moderni dal valore storico-artistico.

 

I SISTEMI COMPLESSI, aprono lo sguardo ad opere di grande scala che coinvolgono profondamente la geologia dei terreni, colonizzando ed integrando, per ri-comporre aree infrastrutturali, ripopolare di biodiversità e generare nuove forme dell’abitare. Lontani dall’omologazione degli interventi, le variazioni sul tema dell’abitazione unifamiliare diventano isola manifesto in Roma nell’ARCHIPELAGO. Interventi di RIGENERAZIONE DI AREE MICROURBANE operano in modo transcalare fra verde, assi ferrati ed architettura, a Bergamo, mostrando l’indetermismo della città, insieme alle opportunità che possono scaturire in progetti di AGROECOMOSAICO. Possibili azioni multitemporali e circolari fra reti naturali, luoghi umidi e adattamento di sostruzioni esistenti, dimostrano come deve essere inteso oggi il progetto del paesaggio. Dall’Australia all’Italia, il modello edilizio archetipico delle abitazioni agricole di tribù indigene fa rivivere le primigenie energie genotipiche tra uomo e natura commutate in paradisi di BIOMIMETICA.

 

A completare il percorso RICERCA E ARTE, laboratori fertili per esplorare PAESAGGI SOMMERSI di archeologie sottomarine, impalcati narrativi che immaginano modelli dell’abitare per forme di vita anfibie, o verificare strategie urbane introducendo esperienze provvisorie di allestimento luoghi privi di ruoli nella città, per creare inclusività, partecipazione e feconda appropriazione, ESTONOESUNSOLAR. Si disegnano visioni di NUOVE ARCHE, macchine ecologiche per portare equilibrio fra la forma di antropizzazione e il pianeta, una progettualità pronta alla reificazione. Tutto è legato da una LINEA ROSSA continua, reale o immaginaria. Colei che nasce dal movimento e dalla distruzione del punto, ovvero della quiete in sé conclusa[3]. A simboleggiare il concetto l’essenza, ciò che rimane stabile al di là della mutevolezza del dato sensibile e della molteplicità delle apparenze[4] riunendo spazio, mente e tempo.

 

Un procedere perpetuo che si mostra nella struttura della città storica, fra stratificazioni, mutazioni e mutuazioni di resilienza. Risultato di continue sostituzioni e adattamenti, frizioni fra tempo, corpi costruiti, materia e mente umana da cui scaturiscono ogni volta adiacenti possibili[5] e necessari. Ciò che aleggia ai margini dello stato attuale delle cose, e deriva dalla lettura di un sito trovando risposte fra accumuli segnici ed edilizi, complessità e plurisoggettivismo. In cui la resistenza della pianificazione si piega alla forza della spontaneità adattiva di idee asimmetriche e moltiplicatrici per una qualità di spazi ed opere che modificano positivamente l’agire umano.

 

 

[1][…] considerato dal punto di vista del sistema stesso […]. Marc Augé, Non luoghi, Elèuthera, Milano, 2018, pag. 11

[2]Riflessione tratta da Luigi Francesco Agnati, Le implicazioni neurofisiologiche della unità di sopravvivenza Uomo-Ambiente, OMOP, Neuroscienze: La genomica fra corpo e mente, ottobre 2019

[3] Wassily Kandinsky, Punto linea superficie, Adelphi, Milano, 1968, Pag. 57

[4] Vocabolario della lingua italiana Treccani, Roma, 1986

[5] Steven Johnson, Dove nascono le grandi idee, BUR, Milano, 2014

Episodio 1

L’ARCHITETTURA COME MITO ESTREMO. ARCHITETTO, FUORI DALL’ITALIA?

Michele Versaci & Andrea Cassi | Black body mountain shelter

Giovanni Fiamingo | REVERSE ARCHITECTURE

Paolo Cucchi | PAVILION PONDEROSA

Spacelab | SPACELAB ZERO

Episodio 2

SPAZIO PUBBLICO RIUSO E RISIGNIFICAZIONE TUTTI IN VIETNAM!

Fulvio Caputo | FONDAMENTA NOVISSIMA

Neostudio Architetti Associati, Dodimoss s.r.l. | IL CENTRO DEL TERZO SETTORE

Tomas Ghisellini Architetti | MEET & GREAT

Vincenzo Bernardi | WAR IS OVER