Nell’ambito della Biennale Architettura 2021, la mostra temporanea “LOOKING FOR LINA” – a cura di Sarah Catalano ed Ernesta Caviola con Daniele Menichini.

“LOOKING FOR LINA” sarà visitabile all’interno del Padiglione Italia “COMUNITÀ RESILIENTI” dal 24 agosto al 5 settembre 2021.

La mostra sarà inoltre fruibile online in piattaforma sino a novembre.

I profili e gli interessi dei curatori svelano il senso della mostra. Ernesta Caviola è fotografa, architettrice e dottore di ricerca, gli strumenti della sua arte sono il banco ottico ed il cinema. La sua ricerca riguarda il tempo sospeso tra le cose, indagando l’haecceitas di edifici e città con stupore da estranea. Il suo sguardo è perplesso, nella difficoltà di essere completamente padrona del proprio destino in un mondo costruito da uomini per uomini. Negli ultimi vent’anni ha cercato Lina. Lina Bo Bardi ed il suo lavoro sono stati un’ossessione, un rumore bianco nel suo percorso creativo. In questa figura – che nel proprio ambito ha creato un linguaggio nuovo, eversivo ed estremamente influente per la nostra contemporaneità – ha intuito la felicità e la difficoltà strutturale di ogni donna che affronta il proprio Daimon creativo. Il percorso di Ernesta Caviola incrocia nel 2014 quello di Sarah Catalano architettrice, dottore di ricerca in storia dell’architettura, studiosa indipendente, già impegnata nell’approfondimento della figura di Lina Bo Bardi dal 2005. Sarah ha infatti svolto un periodo di ricerca presso l’Instituto Lina Bo e P.M. Bardi di São Paulo ed un viaggio attraverso le opere realizzate da Lina in Brasile, ed ha orientato la propria indagine soprattutto sul periodo italiano di Lina Bo dal ’40 al ’46 e sulle molteplici connessioni con gli sviluppi nel Paese d’adozione. Insieme Sarah ed Ernesta inseguono, cercano, provano a trovare Lina, indagando in Italia ed in Brasile, il luogo in cui Lina ha sentito di essere nata di nuovo.

Inoltre la curatela della mostra vede anche la collaborazione di Daniele Menichini, architetto e designer, che nell’ambito della Biennale di Venezia 2021 si occupa del coordinamento e dell’organizzazione degli eventi del Padiglione Italia “COMUNITÀ RESILIENTI”.

Il progetto “LOOKING FOR LINA” cerca il senso della ricerca di Lina Bo Bardi, interrogando la sua opera, la sua personalità e la sua biografia. Collegandosi al lavoro fatto per l’esposizione Lina Bo Bardi in Italia. Quello che volevo, era avere storia a cura di Margherita Guccione, tenutasi al Maxxi di Roma nel 2014, con la consulenza scientifica di Sarah Catalano ed Ernesta Caviola, la mostra “LOOKING FOR LINA” riparte dai due video prodotti da “The Piranesi Experience” con la regia di Ernesta Caviola – “Lina. Architettura da Tiffany” e “Casa sul Mare di Sicilia” – e prosegue lo sforzo di indagare, mostrare e divulgare, attraverso questo strumento di comunicazione multimediale, la storia, i significati estrinseci ed impliciti e le origini di alcuni progetti e realizzazioni di Lina Bo Bardi.

L’intuizione che apre la mostra legge nel destino di Holly Golightly, protagonista di “Colazione da Tiffany” di Truman Capote, la migrazione come una delle chiavi del processo di empowerment delle donne. Holly afferma se stessa e la sua libertà partendo per il Brasile e lasciando il suo paese di nascita. Lina Bo è già se stessa in toto nel periodo italiano, ma per esitare nel mondo edifici ed oggetti sarà necessario per lei – così come per le “madri dell’architettura” pensiamo ad esempio a Eileen Gray ed a Charlotte Perriand – lasciare il proprio paese di nascita. Con questa consapevolezza “LOOKING FOR LINA” va a cercare negli archivi e per strada tracce delle nostre infinite contraddizioni come esseri umani e come donne, genera le tracce di una genealogia possibile per le donne e per gli uomini liberi, individua linguaggi e fa balenare percorsi per le nuove generazioni d’artisti.

 

 

Nei video in mostra ricerca storico-architettonica, interpretazioni critiche e regia si fondono per raccontare, attraverso una selezione di opere, alcuni aspetti non sempre visibili, eppure viscerali, del lavoro di Lina Bo Bardi. In particolare si è scelto di approfondire la Cappella Santa Maria dos Anjos, il Teatro Oficina, il progetto non realizzato per il Padiglione del Brasile all’Esposizione Universale di Siviglia, ed alcune sedie – la Bardi’sbowl, la girafa e la sedia da bordo di strada –. Una selezione volutamente eterogenea di opere, differenti per tematiche, datazioni, esiti progettuali, tutti tasselli unici eppure organici della traiettoria di Lina Bo Bardi in Brasile. Tra i materiali utilizzati nei video vi sono alcune foto e filmati amatoriali realizzati da Sarah Catalano nel suo viaggio del 2005 sulle tracce delle opere di Lina, in questo modo le architetture ed il loro stato di conservazione sono documentate con immediatezza e semplicità, umanità ed emozione, contribuendo alla restituzione dell’essenza di questi progetti, oltreché della costante ricerca di Lina Bo Bardi per progettare e realizzare l’architettura con senso etico e morale, con attenzione all’uomo e all’ambiente, con coraggio e determinazione, con creatività, allegria ed amore, in sinergia con chi prende parte al processo di costruzione e in costante dialogo con i fruitori finali, nella convinzione che tutto è architettura.

Questa occasione di riflessione e approfondimento su Lina Bo Bardi si completa con l’evento dal titolo Lina Bo Bardi. Due o tre cose che so di lei / Lina Bo Bardi. Two or three things I know about her curato dall’Associazione Architettrici e previsto giorno 24 agosto, online e presso il Padiglione Italia “COMUNITA’ RESILIENTI”. Lina Bo Bardi. Due o tre cose che so di lei / Lina Bo Bardi. Two or three things I know about her accoglie una serie di sguardi su l’architettrice e designer che provengono da tre continenti e da profili di ricerca assai lontani tra loro. Un guardare Lina dalla luna e da giove nella speranza di aiutare lo spettatore a intuire lo sfaccettato e possiamo dire immenso percorso creativo di una delle architettrici più influenti del nostro presente.

 

 

Ringraziamo per il fondamentale contributo alla mostra:

ORDINE DEGLI ARCHITETTI PIANIFICATORI PAESAGGISTI E CONSERVATORI DI ROMA E PROVINCIA.

ARE ARCHITETTI ROMA EDIZIONI.

QUASAR ISTITUTE FOR ADVANCED DESIGN

Margherita Guccione

Tommaso Brasiliano

Michela Ekstrom