Slide Comunità Resilienti Comunità Resilienti Comunità Resilienti Comunità Resilienti PADIGLIONE ITALIA 2021

Comunità Resilienti

La crisi climatica

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il cambiamento climatico sarà la principale causa di malattie entro i prossimi trent’anni. In Italia la resilienza del sistema agricolo e della produzione di cibo di alta qualità è messa a dura prova.

Il progetto Comunità Resilienti pone al centro del dibattito, in tutta la sua drammaticità, la questione del cambiamento climatico.

La desertificazione del meridione, la riduzione delle risorse di acqua dolce e della produttività agricola, l’aumento della frequenza e della violenza di fenomeni climatici estremi stanno impoverendo le comunità sul nostro territorio.

Slide Ridefinire il ruolo dell'architetto/a Comunità Resilienti si fonda sulla ferma convinzione che l’architettura debba contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità della vita che conduciamo, fornendo risposte adeguate ai mutamenti ambientali e sociali del nostro tempo.

L’industria delle costruzioni è responsabile della maggior parte delle emissioni di CO2 a livello globale.


Il ruolo dell’architettura in senso più ampio e ancora di più quello dell’architetto/a, sono quindi centrali nella lotta al cambiamento climatico. Per contrastare l’insostenibilità delle città e delle risorse è fondamentale ripensare il ruolo dell’architetto/a assumendoci la responsabilità di un cambiamento che si rivela, ora più che mai, necessario.

Ridefinire il ruolo dell’ architetto/a

Comunità Resilienti si fonda sulla ferma convinzione che l’architettura debba contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità della vita che conduciamo, fornendo risposte adeguate ai mutamenti ambientali e sociali del nostro tempo.

L’industria delle costruzioni è responsabile della maggior parte delle emissioni di CO2 a livello globale.

Il ruolo dell’architettura in senso più ampio e ancora di più quello dell’architetto/a, sono quindi centrali nella lotta al cambiamento climatico. Per contrastare l’insostenibilità delle città e delle risorse è fondamentale ripensare il ruolo dell’architetto/a assumendoci la responsabilità di un cambiamento che si rivela, ora più che mai, necessario.

Il Genoma È Una Giungla Piena Di Strane Creature

Creatività, ridondanza e pensiero associativo rivestono un ruolo centrale nel concepire e reinventare l’architettura del futuro.

Creatività, ridondanza e pensiero associativo rivestono un ruolo centrale nel concepire e reinventare l’architettura del futuro.

Il genoma è una giungla piena di strane creature

Creatività, ridondanza e pensiero associativo rivestono un ruolo centrale nel concepire e reinventare l’architettura del futuro.

Il genoma è una giungla piena di strane creature

Creatività, ridondanza e pensiero associativo rivestono un ruolo centrale nel concepire e reinventare l’architettura del futuro.

Il genoma è una giungla piena di strane creature

Creatività, ridondanza e pensiero associativo rivestono un ruolo centrale nel concepire e reinventare l’architettura del futuro.

Project 1 Crisi climatica e resilienza

Il Padiglione Italia 2021 si fonda sulla convinzione che la crisi climatica sia la più grande sfida che l’Umanità debba affrontare.


Il mondo dell’architettura ha la responsabilità di portare il proprio contributo. Il fatto che le risorse a nostra disposizione non siano infinite è assodato.
Promuoviamo un radicale ripensamento del tessuto urbano, per trasformare le comunità in sistemi aperti, virtuosi e resilienti. La loro capacità di reagire ai cambiamenti climatici e sociali è essenziale.
Project 11 Sperimentazione, ricerca e transdisciplinarità

Mantenere lo status quo non è un’opzione.


La sperimentazione, la ricerca e la sfida ai paradigmi della società contemporanea, sono cruciali nella pratica architettonica. È fondamentale che l’architetto/a diventi la figura di sintesi in grado di trasformare le conoscenze transdisciplinari in visioni.
Project 111 Comunità e salute

La comunità rappresenta l’unità minima di intervento in cui la dimensione sociale e quella spaziale convergono, sostituendo i concetti di città ed edificio.

La pandemia di Covid-19 ha confermato la relazione tra crisi ambientale e malattie. La pratica professionale, e la formazione dell’architetto dovranno essere rifondate sulla consapevolezza dell’inscindibile legame tra ecologia e salute. Nei prossimi anni, infatti, lo spillover di virus, dovuto a contatti con animali serbatoio, sarà solo uno degli impatti negativi della crisi climatica sulla nostra salute.
Project 1111 Equità, inclusività, gender balance e ecologia

La pressione sociale, l’emigrazione, i conflitti sono solo alcune delle conseguenze più immediate e disastrose del cambiamento climatico.


Questa condizione di emergenza può essere mitigata o incentivata. Equità, inclusività, sostenibilità e parità di genere sono gli elementi cardine attraverso cui creare resilienza, ridisegnando le nostre città. Attraverso l’ecologia sfidiamo i paradigmi convenzionali che regolano il rapporto tra uomo e habitat, superando la concezione dell’autonomia dell’architettura, fondata su dicotomie obsolete.
Project 11111 Radicalismo e storia

L’architettura del futuro non definirà più un oggetto, unico, riconoscibile, indipendente.


Sarà invece parte integrante di un paesaggio ibrido generato dalle variazioni del tessuto urbano. L’architetto/a torna ad assumere la posizione strategica del “costruttore di idee”. L’Italia offre un patrimonio di conoscenza nella costruzione della città storica come punto di riferimento. Dall’idea della città compatta, all’uso misto, dallo spazio pubblico come estensione dello spazio abitato, fino all’integrazione del verde come spazio produttivo dentro e intorno alla città.
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Principi

Crisi climatica e resilienza

Il Padiglione Italia 2021 si fonda sulla convinzione che la crisi climatica sia la più grande sfida che l’Umanità debba affrontare.
Il mondo dell’architettura ha la responsabilità di portare il proprio contributo. Il fatto che le risorse a nostra disposizione non siano infinite è assodato.
Promuoviamo un radicale ripensamento del tessuto urbano, per trasformare le comunità in sistemi aperti, virtuosi e resilienti. La loro capacità di reagire ai cambiamenti climatici e sociali è essenziale.

Sperimentazione, ricerca e transdisciplinarità

Mantenere lo status quo non è un’opzione. La sperimentazione, la ricerca e la sfida ai paradigmi della società contemporanea, sono cruciali nella pratica architettonica. È fondamentale che l’architetto/a diventi la figura di sintesi in grado di trasformare le conoscenze transdisciplinari in visioni.

Comunità e salute

La comunità rappresenta l’unità minima di intervento in cui la dimensione sociale e quella spaziale convergono, sostituendo i concetti di città ed edificio. Nella comunità si incontrano risorse, possibilità e partecipazione. Qui possono fiorire nuove strategie per la resilienza. Per la radicale riconfigurazione spaziale dell’ambiente costruito. La pandemia di Covid-19 ha confermato la relazione tra crisi ambientale e malattie. La pratica professionale, e la formazione dell’architetto/a dovranno essere rifondate sulla consapevolezza dell’inscindibile legame tra ecologia e salute.

Equità, inclusività, gender balance e ecologia

La pressione sociale, l’emigrazione, i conflitti sono solo alcune delle conseguenze più immediate e disastrose del cambiamento climatico. Questa condizione di emergenza può essere mitigata o incentivata. Equità, inclusività, sostenibilità e parità di genere sono gli elementi cardine attraverso cui creare resilienza, ridisegnando le nostre città. Attraverso l’ecologia sfidiamo i paradigmi convenzionali che regolano il rapporto tra uomo e habitat, superando la concezione dell’autonomia dell’architettura, fondata su dicotomie obsolete.

Radicalismo e storia

L’architettura del futuro non definirà più un oggetto, unico, riconoscibile, indipendente. Sarà invece parte integrante di un paesaggio ibrido generato dalle variazioni del tessuto urbano. L’architetto/a torna ad assumere la posizione strategica del “costruttore di idee”. L’Italia offre un patrimonio di conoscenza nella costruzione della città storica come punto di riferimento. Dall’idea della città compatta, all’uso misto, dallo spazio pubblico come estensione dello spazio abitato, fino all’integrazione del verde come spazio produttivo dentro e intorno alla città.

Il progetto

L’obiettivo del progetto è quello di realizzare un Padiglione Italia a basso impatto.

Partendo dal progetto realizzato da Milovan Farronato per la Biennale di Arte 2019, attraverso un’azione di sottrazione/integrazione ha preso forma il Padiglione Italia 2021. Tutto il materiale di scarto prodotto è stato reimpiegato per nuovi scopi. Le installazioni presenti, così come l’allestimento, vivranno una seconda vita. Il padiglione Italia è una opportunità unica per studiare il ciclo di vita di una realizzazione nata con un approccio di resilienza.

Slide RESILIENZA

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