Essere sé stessi è sempre difficile e restare fedeli a ciò in cui si crede è un’impresa che dura tutta la vita.

di Elisa Malizia – D Editore.

D Editore nasce come un figlio amatissimo di un gruppo di architetti e quel campo, l’architettura, resta una passione intensa e inesauribile. Quando ne abbiamo avuto l’occasione, D Editore s’è lanciata verso una collaborazione (meglio: la collaborazione) più prestigiosa che l’architettura posa riservare: quella con la Biennale di Venezia. L’abbiamo fatto nel modo che ci appartiene, per rispettare il nostro percorso e per rispettare un’istituzione come la Biennale.

Essere sé stessi è sempre difficile e restare fedeli a ciò in cui si crede è un’impresa che dura tutta la vita, abbiamo detto. Quando questa impresa viene premiata, non sai mai se ringraziare chi ha capito e apprezzato o la tua ferrea volontà di non perderti per compiacere e piacere. Forse entrambe le cose. Perché finalmente possiamo dirlo: D Editore curerà ufficialmente il catalogo Padiglione Italia della Biennale di Venezia. È il massimo riconoscimento cui potevamo aspirare vista la genesi della casa editrice. Come potete immaginare, il concept che abbiamo proposto ci rispecchia profondamente e la sinergia trovata con i curatori della Biennale ci ha permesso di essere D Editore fino in fondo. Abbiamo portato i nostri valori e sono stati compresi, apprezzati, accolti. Chi ci segue da tempo, sa quanto i nostri principi siano parte integrante del lavoro che facciamo, dei libri che pubblichiamo, degli autori che scegliamo e che, a loro volta, ci scelgono.

Nel catalogo della Biennale ne portiamo principalmente tre, quelli che ci stanno più a cuore: ecologia, inclusione ed innovazione.

 

Partiamo dal primo tema, l’ecologia. Dopo una ricerca condotta assieme ad alcuni professionisti dell’arte tipografica, abbiamo individuato quelli che sono gli elementi e le lavorazioni maggiormente inquinanti nella produzione di un libro, ossia la rilegatura, l’inchiostro, la carta e il trasporto.

Essendo il progetto del Padiglione Italia della Biennale 2021 vasto e ambizioso, i curatori hanno deciso di produrre non un singolo catalogo, ma una collettanea di volumi monografici. Questo ci ha permesso di variare gli stili di rilegatura, sperimentando per i due volumi principali un’arte antica e perduta, innovandola ed esaltandola. La rilegatura dei volumi principali sarà infatti priva di colla, agente inquinante, e sarà completamente a filo. I volumi secondari, che avranno comunque una rilegatura a colla, saranno rilegati usando colle prive di solventi volatili e facilmente degradabili.

Il catalogo verrà stampato con un inchiostro “di riciclo” che arriva direttamente dagli scarti degli inceneritori. Questo ci permetterà di riciclare del materiale di scarto, e presentiamo al mercato editoriale e tipografico un’innovazione a impatto ridotto legato alla stampa. Oltre a ciò, sono stati adottati da DoCK Lab, designer che cureranno la grafica del catalogo, alcuni accorgimenti tecnici, come quello dell’uso di font ecologici (ossia che utilizzano, a parità di lettura, un minor uso di inchiostro).

Per quanto riguarda la carta, invece, utilizzeremo carte che rispettano i criteri delle certificazioni FSC, ossia che utilizzano piantumazioni che vengono immediatamente sostituite. In parole povere, per ogni albero abbattuto per fare la carta dei cataloghi del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, un nuovo albero verrà piantato.

Abbiamo poi adottato alcuni piccoli escamotage per ulteriori quote di economia ecologica, come la scelta del formato (che ottimizza il “taglio” dei fogli stampati dalla macchina rilegatrice) sino al metodo di immagazzinamento (che prevede soluzioni di deumidificazione passive).

Rimane una quota di 50 kg di CO2 prodotta ogni circa duecento volumi. Questa quota non è eliminabile attraverso altri escamotage, per cui abbiamo deciso di compensare l’ambiente piantumando un numero di alberi capace di smaltire la quota di CO2 prodotta per progettare e produrre il catalogo!

 

Veniamo poi all’inclusione, il secondo tema. Una casa editrice, oggi, non può ignorare i dibattiti legati alla trasformazione della lingua e dei suoi usi e al processo di identificazione di chi quella lingua la maneggia ogni giorno. Fa parte della nostra mission parlare di temi sociali che possono apparire di nicchia ma che, di fatto, coinvolgono migliaia di persone, ed è essenziale per D Editore poter far arrivare la voce di pochi alle orecchie di molti. Porteremo queste voci utilizzando il genere neutro nelle nostre comunicazioni, aggiungendo il bistrattato e deriso asterisco. Tutte le innovazioni hanno bisogno di tempo per essere capite ed essere vissute come normali e ovvie: la nostra storia lo dimostra, sarà così anche per l’asterisco o per tutti i segni che i linguisti sceglieranno per rendere inclusivo il linguaggio della lingua presente e futura. La cosa è stata condivisa del team curatoriale del Padiglione Italia, che per primo ha promosso e sintonizzato le sue comunicazioni secondo questa strada.

Vi è poi una questione mai abbastanza dibattuta, ossia il tema del gender balance. La volontà di Alessandro Melis, il responsabile del team curatoriale, è sempre stata quella di far sì che i generi si equivalessero negli interventi del padiglione, obiettivo riuscito anche nei contributi proposti nei cataloghi, dove il numero di ricercatrici e ricercatori si equivalgono.

 

Il terzo punto, quello dell’innovazione, è implicito in molti aspetti dei precedenti punti, ma vi sono ulteriori aspetti, tecnologici e non, con cui ci confronteremo: dall’uso del crowdfunding nelle fasi che precederanno l’inaugurazione della manifestazione, fino alla produzione di una gadgettistica che possa “insegnare” a essere maggiormente responsabili verso l’ambiente.

 

Il 2021 si apre per D Editore con un sogno realizzato. Non possiamo non ringraziare la Biennale di Venezia per aver creduto in un concept a tratti complesso e per aver abbracciato i nostri stessi valori.

E ringraziamo voi, lettori di D Editore, che da anni ci accompagnate e supportate con una passione che ci commuove sempre. In questo successo c’è la mano di tutti voi, di chi ha un nostro libro sul suo comodino, di chi ci ha fatto coraggio nei momenti meno esaltanti.

Essere sé stessi è sempre difficile e restare fedeli a ciò in cui si crede è un’impresa che dura tutta la vita, sì: noi abbiamo iniziato fin dal primo momento questa costruzione e non ci fermeremo certo ora!